Hausarbeit: Il Friulanano nei mass media

Ludwig-Maximilians-Universität München

Institut für Italienische Philologie

DozentInnen: Christina Mutter, Beatrice Colcuc, Gabriele Zanello

Proseminar: Die drei Kleinsprachen Bündnerromanisch, Ladinisch, Friaulisch

Sommersemester 2021

Verfasserin: Francesca Coletti

31.08.2021

6 ECTS-Punkte

 

 

 

 

 

Il Friulano nei MASSMEDIA E INTERNET

 

 

Indice

Introduzione

  1. Carta stampata

            1.1 Storia della carta stampata

            1.2 Carta stampata oggi

            1.3 Almanacco Strolic

  1. Radio e televisione

2.1 Storia della radio

2.1.1 Radio pubblica

2.1.2 Radio private

2.2 Televisione

2.2.1 Storia della televisione

2.2.2 Televisione pubblica

2.2.3 Televisioni private

2.3 Critiche della comunità friulana

  1. Internet e social media

            3.1 Siti internet

            3.2 Blog

            3.3 Social media       

Conclusione

 

Bibliografia

 

 

Introduzione

In base a quanto dalla provincia di Udine il friulano viene parlato da circa 600/650 mila persone.[1] Per la salvaguardia della lingua è necessario una diffusione a vasta gamma, i mass media permettono tale opera in quanto grazie al loro facile accesso è possibile raggiungere un numero sempre maggiore e variegato di utenti. Inoltre, la presenza della lingua friulana negli organi di informazione, soprattutto nella forma scritta, è strategica per lo status e per la crescita della lingua stessa. Infatti, non solo permette di diffondere notizie ed informazioni, ma anche un messaggio legato al riconoscimento della lingua minorizzata come strumento valido in ogni situazione della vita quotidiana, quindi anche quello informativo. Involontariamente favorisce la diffusione dell’alfabetizzazione portando la lingua friulana fuori dal solo ambito del parlato per lo più familiare.

In Friuli, è la Legge regionale 29/2007 “Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana” (articoli 20/23) che promuove la lingua friulana nei mass media ed in internet. La Regione spinge e sostiene da un punto di vista economico tramite l’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana (Arlef).

In questa ricerca si è voluto verificare la sua presenza nei mass media cominciando dal capitolo primo con l’analisi della storia e presenza attuatale nella carta stampata, proseguendo nel secondo capitolo con radio e televisore, confrontando in questo ambito dell’utilizzo del Ladino in Trentino. La ricerca termina col capitolo terzo che nel contesto delle nuove generazioni di mass media, quali internet e social media, offre una panoramica dell’espansione e dell’utilizzo del friulano in quest’ultimi.

  1. Carta stampata

Secondo l’Articolo 21 (Stampa e altre produzioni) della legge regionale 29/2007:

  1. La Regione incentiva e sostiene le pubblicazioni periodiche scritte interamente o prevalentemente in lingua friulana, nelle sue diverse espressioni. La Regione può stipulare, altresì, convenzioni con case editrici di quotidiani e periodici di informazione maggiormente diffusi che garantiscono un’informazione regolare e di qualità in lingua friulana utilizzando la grafia ufficiale.

1.1 Storia della carta stampata

Il settimanale “Florean dal Palazzè il primo giornale stampato che è stato pubblicato tra il 1883 e il 1886 con oltre 170 numeri ed una tiratura di circa 10.000 copie. Tra il 1946 e il 1965 esce un altro settimanale “Patrie dal Friûl”, fondato da Giuseppe Marchetti il proposito principale era quello di propugnare la costituzione del Friuli in Regione autonoma ed il riconoscimento ufficiale della lingua friulana. Il giornale è uscito regolarmente fino al 1965. Un altro periodico “Int furlane” è uscito tra il 1963 fino al 1987.[2]

1.2 Carta stampata oggi

La situazione attuale nell’abito della carta stampata prevede per lo più una serie di pagine in lingua friulana in settimanali o periodici interamente in lingua italiana.  Nel settimanale La Vita Cattolica sotto il coordinamento dell’Arcidiocesi di Udine viene offerta una pagina con diverse rubriche fisse e il supplemento Alc&Cè, ma non con un’uscita regolare, dedicato ai bambini composto da fumetti, giochi e approfondimenti in friulano, utilizzato anche nelle scuole. Nel quotidiano Il Friuli c’è una doppia pagina, Maman!, con letture, curiosità e giochi per bimbi. Anche tra i mensili sono presenti delle pagine furlane come in Udinese Magazine nel quale i lettori possono usufruire di una pagina periodica a cura dell’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana. Un’altra pagina viene pubblicata una volta al mese anche in Voce Isontina ed è a cura della Società Filologica Friulana. La pagina dedicata alla lingua friulana del Messaggero Veneto è stata purtroppo soppresse dopo il giugno del 2017 ed era anch’essa a cura della Società Filologica Friulana. La Patrie dal Friûl è un mensile interamente in lingua furlana nato in forma cartacea nel 1978, passato online dal 2007, all’interno i lettori possono trovare articoli d’informazioni, politica e cultura. Anche nel mensile gratuito Il Paîs ci sono degli articoli in lingua e la versione online è accesso a tutti i contenuti. Il Ladins dal Friûl nato nel 1998 e pubblicato fino al 2016 è stato soppresso dopo la morte dell’editore Renzo Balzan. Infine, nel 2001 sorge INT mensile che dal 2004 al 2009 passato sul web come lenghe.net, al quale però non è più possibile avere accesso perché il dominio è scaduto.

1.3 Almanacco Strolic

Anche per la lingua friulana è stato prodotto un almanacco edito dalla SFF a partire dal 1920. All’interno sono presenti sia pubblicità in italiano che testi in friulano per reclamizzare prodotti e servizi (locali e non), spesso legati al mondo dell’agricoltura, dell’alimentazione in generale o delle attività artigianali. Per gli affezionati sul sito filologicafriulana.it è possibile acquistare l’almanacco dalla prima edizione a quella del 2018.

  1. Radio e televisione

L’Articolo 20 (Raio e Televisione) della legge regionale 29/2007 prevede che:

  1. La Regione sostiene la produzione di materiali audiovisivi in lingua friulana allo scopo di darne massima diffusione.
  2. Nel settore televisivo, la Regione sostiene la produzione e l’emissione di programmi in lingua friulana, nelle sue diverse espressioni. Il sostegno è proporzionato alla copertura territoriale e alle modalità d’inserimento nel palinsesto. I fondi sono impegnati almeno per il 75 per cento per la produzione.
  3. La Regione sostiene le emittenti radiofoniche che trasmettono programmi in lingua friulana. Il sostegno è proporzionato alla percentuale di programmi trasmessi in lingua friulana e a quelli prodotti in proprio.

2.1. Storia della Radio

I primi esempi di Radio in lingua friulana risalgono agli anni Sessanta con Radio Trieste, la quale offrì la rubrica Florean e Venturin. Radio Effe prosegue dalla seconda metà degli anni Settanta con i primi notiziari e programmi di approfondimento nel radiogiornale La vôs dal Friûl e la trasmissione Friûl ch’al vîf in collaborazione con Radio Friuli. Nel 1980 nasce Radio Onde furlane il primo mezzo di informazione radiofonica che inizia a trasmettere regolarmente in lingua friulana.[3]

2.1.1 Radio pubblica

Per quanto riguarda l’offerta da parte della radio pubblica i dati presenti sul sito della Regione Friuli-Venezia Giulia riportano che nel 2007 la RAI passava un totale circa 18 ore e 30 minuti di trasmissioni in friulano. Le trasmissioni offerte sono la sit.com Linie direte, la rubrica Musiche vuarbe dedicata alla storia del pop, jazz e rock, Classics rubrica di lettura dedicata a classici della letteratura europea, Il Vidul realizzato in collaborazione con la Società Filologica Friulana, Une Voglade appuntamento con temi di attualità e Lis buteghis dai tesaurs trasmissione dedicata alle attività artigianali.

2.1.2 Radio private

Nel panorama delle radio private due sono le radio che offrono il maggior numero di contenuti in lingua friulana: Onde Friulane e Radio Spazio 103. La prima offre dirette di eventi sportivi e culturali e l’opportunità di ascoltare diversi programmi radiofonici anche in streaming e in podcast. La radio ha un profilo Facebook e Instagram che permettono un contatto più immediato soprattutto con il pubblico più giovane e tecnologico. La seconda è l’emittente dell’Arcidiocesi di Udine, nata ufficialmente nell’ottobre del 1993 ha l’obbiettivo di raccontare il territorio attraverso le voci della vita di tutti i giorni come quella culturale, politica e sportiva, per questo collabora anche con lavitacattolica.it. Tra le offerte della radio ci sono notiziari giornalieri locali e nazionali, la rassegna stampa, gli approfondimenti e tante rubriche diverse e sulla linea del plurilinguismo e rispetto delle lingue minoritarie offre trasmissioni quotidiane in italiano, friulano e in sloveno. La striscia settimanale Çurviei scjampâts viene trasmessa in diretta con particolare attenzione agli ascoltatori, dedica spazio ai temi della nuova emigrazione friulana con una prospettiva umoristica e riferimenti alla storia della Patria, pensata e condotta dal Teatro Incerto. Gli ascoltatori possono ascoltare la radio in diretta anche attraverso il sito o scaricando l’app sugli smartphone. Come Onde Friulane anche Radio Spazio 103 ha un profilo Facebook ed invece del social Instagram ha optato per un canale YouTube.

2.2 Televisione

Analogamente alla radio non ci sono studi con dati relativi alla quantità di ore dedicate alla lingua friulana in televisione, quelli offerti dalla regione tramite il sito internet sono alquanto scarni e datati, inoltre mancano tuttora dati attendibili riguardo la ricezione di programmi televisivi da parte del pubblico, tuttavia Casasola afferma nel 2006 che i notiziari in lingua friulana raggiungono «punte di 35.000 telespettatori».[4]

2.2.1 Storia della televisione

Le prime trasmissioni televisive in friulano vengono trasmesse a cavallo degli anni Settanta e Ottanta sull’emittente privata Telefriuli. Dopo l’entrata in vigore della legge regionale 15/96 sulla tutela della lingua friulana, la programmazione si estende ad altre emittenti locali e alla RAI, anche con trasmissioni innovative quali magazine, notiziari e cartoni animati.[5]

2.2.2 Televisione pubblica

Come riportato dal sito online della Regione Friuli- Venezia Giulia la programmazione televisiva della Rai  all’ anno 2007 prevede un totale di circa 8 ore e 30 minuti di trasmissioni, quali come La Agane Miute, serie di cartoni animati tradotti in friulano, Il Balon tal cjaf, nuove puntate dedicate a campioni dello sport, Sience furlane, divulgazione scientifica realizzata con la Societat Sientifiche e Tecnologiche Furlane e la sit.com Autogrill. Attualmente l’intera programmazione viene trasmessa sul canale Raitre Bis, che grazie al digitale terrestre permette di coprire l’intera regione tramite il canale 103.[6] La stessa Rai non offre però alcun dato sul sito internet e questo non permette di stilare un quadro del tutto completo sull’ offerta e soprattutto sulla recezione di essa da parte del pubblico.

 

2.2.3 Televisioni private

Dal fronte privato l’offerta viene regolata prevalentemente da emittenti prettamente collocate a ristrette aree geografiche. Anche Telefriuli non offre dati relativi agli ascolti delle proprie trasmissioni, però si può dedurre che Maman!, in onda dal  2016, abbia un discreto successo di pubblico. Infatti, questa è la prima trasmissione per bambini tutta in lingua friulana, viene appositamente trasmessa con puntate di 20 minuti ed all’inizio di ogni anno scolastico incomincia una nuova serie, a cadenza settimanale. È finanziata e curata dall’ARLeF e contiene un alternamento di giochi, cartoni animati, rubriche di approfondimento sulla cultura friulana e canzoni. Per coloro che non possono vedere le puntate in tempo reale sul sito internet dell’ARLeF si possono rivedere a piacimento. Sempre in Telefriuli va in onda tutte le mattine alle 6:50 ed alle 8:20 Un pensir par vue a cura di Padre Rizieri De Tina. VideoTeleCarnia è una televisione comunitaria che da molti anni trasmette diversi programmi in lingua sulla storia, le tradizioni, il territorio, la vita in Carnia. Infine, TeleAltoBût parla del territorio e della sua gente, soprattutto di quel che succede a Paluzza e nella vallata addiacente.

2.3 Critiche della comunità friulana

Nell’articolo[7] redatto dalla redazione di Assemblea della Comunità Linguistica friulana viene manifestata “l’importanza che il palinsesto dei programmi radiotelevisivi della Rai tenga conto delle specificità culturali e linguistiche della popolazione friulana”, inoltre nell’incontro della comunità linguistica friulana è stato chiesto “affinché anche per la comunità friulana si possa arrivare gradualmente a un servizio almeno pari a quello che caratterizza la comunità ladina della provincia di Bolzano, linguisticamente affine a quella friulanofona: la Rai per la Provincia autonoma di Bolzano prevede una convenzione che conta 100 ore annuali di trasmissioni televisive e 352 ore annuali di trasmissioni radiofoniche in lingua ladina”[8]. Dalla voce di Marco Stolfo la comunità friulana si sente alquanto svantaggiata ed è ancora “in cerca di tutele” in quanto il furlano non è adeguatamente promosso, specialmente in Rai, come lo è il ladino. I fondi economici sono valutati insufficienti, in quanto nel 2020 sono stati trasmessi 250mila euro attraverso l’Arlef. Effettivamente si può notare che da vent’anni la normativa di tutela non è stata attuata e gli sforzi della regione non siano paragonabili a quelli del Trentino. Per questo motivo esponenti della comunità linguistica friulana si mobilitano per raggiungere la creazione di una struttura formalmente dedicata alla radio e alla tv in lingua friulana, con personale avente adeguate competenze dal punto di vista linguistico, a livello dell’uso della lingua friulana, e professionale nell’ambito della comunicazione ed informazione.[9] L ‘ obbiettivo è quello d’offrire un effettivo palinsesto multilingue, regionale e transfrontaliero con continuità e varietà.

  1. Internet e social media

Nell’Articolo 22 (Internet e nuove tecnologie) della legge regionale 29/2007 viene sancito che:

  1. La Regione incentiva e sostiene la presenza della lingua friulana nell’ambito delle tecnologie informatiche, in particolare su internet, in formato testuale e audiovisivo.
  2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione sostiene con misure adeguate la ricerca, la produzione, la commercializzazione e l’uso di strumenti informatici e tecnologici in lingua friulana tesi a un uso corretto della lingua.
  3. La Regione favorisce, inoltre, l’uso della lingua friulana nei siti internet degli enti pubblici di cui all’articolo 6 e dei soggetti privati ai quali si riconosca una significativa funzione sociale.
  4. Il sostegno regionale è subordinato all’uso della grafia ufficiale, con evidenza grafica dei testi in lingua friulana non inferiore a quella di eventuali altre lingue presenti nel sito e alla qualità della produzione, secondo la valutazione e i criteri fissati dall’ARLeF.

3.1 Siti Internet

L’ offerta digitale nei nuovi canali mediatici proviene prevalentemente dai diversi enti locali come, ad esempio, la provincia di Udine, la Regione Friuli-Venezia Giulia, il comune di Udine (www.udinparfurlan.eu). Invece per quanto riguarda il privato ci sono varie iniziative come associazioni o gruppi culturali e politici legati a tematiche friulane o friulanistiche che offrono una versione friulana, di alcuni contenuti, dei loro siti web istituzionali, talora presenti anche in tedesco, sloveno e/o in altre lingue.[10] Come punto di partenza il sito internet dell’ARLeF offre svariati spunti e consigli su tutto quello che si può trovare in internet e non solo inerente alla lingua friulana. Purtroppo, non tutti i link consigliati sono aggiornati, in quanto una buona parte risulta non più valido, ciononostante è il sito con il maggior numero d’informazioni. Un’altra fonte copiosa è la versione di Wikipedia in friulano, la quale offre 3.076[11] articoli redatti nella koinè friulana. Questo dimostra come questo istrumento sia fondamentale non solo per una veloce ricerca online, ma anche per la valorizzazione di lingue minoritarie. Infine, il sito di Informazione in friulano Friûl.net (friul.net) che è sorto nel 1999 come piattaforma web del mensile La Patrie dal Friul ed è indipendente dal 2006 permette la lettura di articoli d’ogni genere tradotti in friulano, di consultare le varie leggi sulla tutela dei diritti linguistici, di leggere ebook in friulano, d’informarsi sulla storia della lingua friulana, di conoscere date di eventi culturali e via dicendo. Meno diffuso nel panorama d’internet è invece l’uso del friulano in siti dal carattere commerciale.[12]

3.2 Blog

Se si vuole leggere questa nuova forma di diario personale online, nei primi anni 2000 sono nati innumerevoli blog in lingua friulana, purtroppo però per lo più abbandonati dopo un paio d’anni. Sul sito dell’ARLeF è presente una lista alquanto datata che però vale la pena consultare anche se si vuole solamente confrontare i differenti stili e generi d’argomento. Non è possibile fare una catalogazione ragionevole in quanto la maggior parte di essi risultano essere al quanto autoreferenziali ed appunto a causa di utilizzo nel primo periodo, quando ci fu il boom, di varietà locali di friulano e/o fenomeni di mistilinguismo con grafie idiosincratiche e non sempre coerenti.[13] Attualmente si riconosce una tendenza all’utilizzo della koinè con attenzione anche all’ortografia.[14]

3.3 Social media

Per quanto riguarda i più giovani mezzi di comunicazione quali i social come Instagram; Facebook, Youtube e via dicendo si riscontra che in Instagram c’è un utilizzo dell’hashtag furlan di oltre quindicimila e cinquecento unità.[15] Anche in questo settore molto attiva è l’ARLeF (@agjenziearlef), un account interessante e non istituzionale è Average Furlan Guy (@averagefurlanguy) che pubblica per lo più meme a la trash italiano su argomenti d’attualità come come gli europei di calcio appena trascorsi, eventi relativi alla regione friulana e in generale alla cultura pop della regione Friuli Venezia Giulia. Infine, a scopo commerciale, in (@friulpoint), si possono trovare gadget come magliette, targhe e via dicendo con scritte anche personalizzabili in friulano.

Per quanto riguarda Facebook l’utilizzo dell’hashtag furlan è meno diffuso, eventualmente dovuto al minore utilizzo del simbolo in questo social. Ciononostante, di rilievo spicca il gruppo Achì, si scrîf e si rît NOME par furlan (e par cjargnel)! con un numero di iscritti che supera i diecimila iscritti.[16] Oltretutto si registra la presenza di pagine in friulano di associazioni, università e gruppi associativi come quella dell’Università di Udine.

Ultima è l’offerta di YouTube che non dimostra d’essere molto utilizzato dai friulanofoni, tuttavia è pur sempre possibile trovare corsi di friulano nell’account dell’utente denis z (https://www.youtube.com/watch?v=zYnbK6sNJwc) e sull’ account Enoteca Cormons il promo commerciale appunto in lingua friulana (https://www.youtube.com/watch?v=SIKLpbK9W6Y).

 

Conclusione

In conclusione, il risultato della ricerca ha dimostrato che rispetto al numero di parlanti non c’è un’adeguata rappresentazione del friulano nei mass media, soprattutto nella carta stampata è relegato per lo più a singole pagine o supplementi di giornali interamente in italiano. Le trasmissioni radiofoniche, sia pubbliche che private, offrono la maggiore offerta in lingua furlana, ciò nonostante, non mancano le critiche alle politiche regionali per la tutela linguistica friulana, le quali mirano ad una maggiore riconoscimento, come a quello del ladino. I nuovi media svolgono in diversi casi una funzione per così dire «riproduttiva» di contenuti disponibili anche su media tradizionali.

Data la mancanza di dati sulla percezione da parte del pubblico, di ulteriore interesse sarebbe stato l’effettuare un sondaggio o intervista a personale di radio e televisioni per ottenere un feedback dai così detti addetti al lavoro ed avere un contatto più ravvicinato con la realtà linguistica friulana.

 

 

 

 

 

Bibliografia:

Sabine Heinemann, Luca Melchior (2015): Manuale di linguistica friulana, Mouton – de Gruyter, Berlin/New York

www.arlef.it

www.regione.fvg.it

Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29

Aclif (11.06.2021): Odg ACLiF per ottenere per il friulano stesso trattamento in RAI del ladino. In: www.aclif.it

Marco Stolfo (09.06.2020): FRIULANO IN RAI: a che punto siamo?. In: www.comitatfriul.eu

[1] provincia.udine.it dati del 23.02.2011

[2] Vgl ARLeR.it

[3] Vgl ARLeF.it

[4] Vgl Heinemann/melchior (2015: 553ff)

[5] Vgl ARLeF.it

[6] Stolfo (09.06.2020)

[7] Odg ACLiF per ottenere per il friulano stesso trattamento in RAI del ladino (11.06.2021)

[8] ebd

[9] Vgl. Stolfo (09.06.2020)

[10] Vgl. Hainemann/Melchior (2015)

[11] Dati del 4.07.2013

[12] Vgl ARLeF.it

[13] Vgl Hainemann/Melchior (2015)

[14] ebd

[15] Dati del 15.07.2021

[16] Dati del 15.07.2021

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