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Sprachbiographien und neue Mobilitäten: eine Fallstudie

Sara Ingrosso

1. Introduzione: Chi sono i nuovi arrivati dall’Italia a Monaco?

Nonostante un tipo di emigrazione di profilo medio-basso dovuta alle conseguenze della crisi economica continui a sussistere (Ricucci 2017), la mobilità di giovani altamente qualificati da un punto di vista socio-culturale e professionale rappresenta un fenomeno in continua crescita. A seguito di questi nuovi flussi di persone, l’orizzonte di ricerca si è esteso e necessita di ulteriori approfondimenti, tra cui in prospettiva linguistica, considerando che nello studio delle nuove mobilità (Tirabassi & {Del Pra'} 2014) ne è stato finora dato poco spazio.

1.1. Quanti sono?

Quantificare il fenomeno delle nuove presenze risulta particolarmente complesso. La libertà di circolazione e la libertà di movimento nell’area Schengen comportano di fatto una registrazione anagrafica pressoché volontaria, nonostante l’obbligo di iscrizione dopo 14 giorni presso i registri locali (la cosiddetta Anmeldung) ed entro un anno di permanenza all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero AIRE. Per cercare di calcolare il numero di italiani presenti, si ritiene tuttavia che i dati locali possano, in parte, fornire un quadro più completo, poiché senza un’iscrizione nei registri comunali spesso non è possibile accedere a servizi primari ed espletare pratiche burocratiche, tra cui prendere un appartamento in affitto, aprire un conto in banca e iscriversi all’università.

Cittadini italiani registrati presso il Comune di Monaco di Baviera al 31. 12. 2017 (Fonte: Statistisches Amt München. Elaborazione dati a cura di S. Ingrosso)

Numero di cittadini italiani registrati presso il Comune di Monaco di Baviera al 31. 12. 2016 (Fonte: Statistisches Amt München. Elaborazione dati a cura di S. Ingrosso)

1.2. Chi sono?

Se ci si volesse soffermare soltanto sulle partenze di persone con un alto livello di qualificazione partite dall’Italia verso Monaco di Baviera, si potrebbe sintetizzare questo fenomeno, per quanto sia complesso il tentativo di dare un volto alle nuove presenze, in un incrocio tra ricerca del lavoro e opportunità transnazionali. Di conseguenza, è possibile affermare che esiste una mobilità sia culturale che economica. I nuovi arrivati sono difficili da inserire in categorie, anche per il carattere individuale delle loro esperienze migratorie. Anche trovare una definizione per questo fenomeno risulta complesso. Tuttavia è possibile individuare diversi fattori che spingono le nuove mobilità:

  • internazionalizzazione del mercato del lavoro
  • presenza di programmi di scambio intra-europei rivolti a giovani e studenti (Erasmus)
  • programmi di mobilità dedicati alla prima occupazione (Erasmus +, Progetto Leonardo)
  • mobilità interna all’impiego (programmi EXPAT intra-aziendali)
  • componente intellettuale costituita da ricercatori e giovani accademici impiegati nelle università e centri di ricerca
  • personale altamente qualificato o di livello medio alto inserita soprattutto nel settore terziario
  • rappresentanza di diplomati e laureati partiti alla ricerca di un lavoro che non sia necessariamente corrispondente al loro titolo di studio

2. Accedere al mondo dei migranti: la biografia linguistica

L’intervista biografico-linguistica consente un approccio qualitativo, attraverso il quale è possibile comprendere gli aspetti più profondi e autentici delle dinamiche migratorie. Nata in ambito sociologico a metà degli anni Settanta e poi sviluppata da Fritz Schütze (1983) e Gabriele Rosenthal (1995) (K{\"u}sters 2009), l’intervista narrativa non pone al centro un rilevamento oggettivo di dati, bensì la ricostruzione di esperienze che vengono descritte e fatte rivivere in prima persona dal soggetto coinvolto. I parlanti tentano di definire sé stessi e la loro esperienza migratoria raccontando così le proprie vicende in una particolare forma autobiografica.

Da un punto di vista linguistico, la biografia linguistica (Sprachbiographie) si è sviluppata successivamente grazie agli studi di (FRANCESCHINI 2002). La biografia linguistica è definita come:

Man kann den sprachbiographischen Ansatz als spezielle Form eines biographischen Vorgehens ansehen […] Bei Sprachbiographien steht thematisch das Erleben von Sprachlichem im Vordergrund, und da es sich sehr oft um Autobiographien handelt, könnte man sie treffender auch als «sprachliche Autobiographien» bezeichnen: Personen erhalten extensiv Platz, um ihre eigene Geschichte zu ihren Sprachen darzustellen, schriftlich oder mündlich in Interviews, in Kurzform oder in längeren Texten (Franceschini 2002: 20)

2.1. In che modo una biografia linguistica si può collegare alla linguistica migratoria?

La metodologia della biografia linguistica si potrebbe applicare alla linguistica migratoria per le seguenti ragioni:

  • essa è uno strumento privilegiato per accedere al mondo dei migranti
  • sia la forma che il contenuto delle dichiarazioni rilasciate può essere analizzato
  • consente un’analisi profonda
  • è possibile un’analisi di come il parlante si colloca nella sua nuova realtà linguistica (acquisizione linguistica, costruzioni identitarie, spazi comunicativi)
  • l’intervista è una vera e propria interazione comunicativa tra l’intervistatore e il probando

2.2. Probandi

Nell’ambito di questa indagine qualitativa è stato scelto di intervistare persone con un background e con caratteristiche simili.

Il termine „comunità“ è molto complesso – se non poco adeguato (Krefeld 2006)se si pensa agli italiani a Monaco. Contrariamente ad altri gruppi e ad altre città, gli italiani sono distribuiti in maniera omogenea sul territorio, e sono occupati in diversi settori. Per questo, l’analisi di profili profondamente diversi tra loro sarebbe stata „dispersiva“, considerando che la metodologia consente un approccio qualitativo e con pochi probandi.

Le venti persone (dieci uomini e dieci donne) che hanno partecipato allo studio presentano le seguenti caratteristiche:

  • età compresa tra i 25-35 anni
  • L1 italiano
  • laureati (in Italia)
  • arrivo in Germania da max 5 anni. Al momento dell’intervista residenti a Monaco da almeno un anno
  • partiti senza conoscenze del tedesco. Al momento dell’intervista livello tra B1-C1

La scelta di focalizzarsi su giovani adulti altamente qualificati dipende dal fatto che questa utenza non è ancora stata esaminata da un punto di vista linguistico. Sul fenomeno delle nuove mobilità sono esistenti pochi studi, concentrati soprattutto su questioni di tipo sociologico. Gli aspetti linguistici di queste persone e il loro repertorio linguistico necessitano pertanto una analisi.

Questo non significa che ulteriori studi sulle nuove “Arbeitsmigrationen” condotti con persone non laureate, non siano necessari. Al contrario: è estremamente importante dare voce anche a questo gruppo di persone. In particolare, anche perché una parte dei laureati si trova – per motivi in parte legati alla lingua o dalla necessità economica – a svolgere questi lavori.

2.3. Trascrizione

Per la trascrizione dei contenuti è stato scelto un metodo di analisi del discorso (gesprächsanalytische Transkription) basata sul sistema GAT2 (si rimanda a (Selting & Auer & Barth-Weingarten & Bergmann & Bergmann & Birkner & Couper-Kuhler & Deppermann & Gilles & G{\"u}nther & Hartung & Kern & Mertzlufft & Meyer & Morek & Oberzaucher & Peters & Quasthoff & Sch{\"u}tte & Stukenbrock & Uhmann 2009)).

Il programma FOLKER ha consentito una trascrizione dei contenuti tenendo in considerazione non soltanto il naturale percorso dell’interazione dell’intervista,  ma anche di 

  • Pause
  • Sovrapposizioni tra i parlanti
  • Leggibilità
  • Passaggio tra un parlante e l’altro
  • Caratteristiche dell’oralità

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3. Concetti teoretici di analisi: identità linguistica

Significato dei termini:

  • Identità
  • Identità linguistica?

Il termine identità racchiude un concetto molto esteso e complesso. In prospettiva sociolinguistica esso si può collegare con studi recenti (cf. (Simon 2016)) relativi alla sfera individuale del multilinguismo, parallelamente a studi di stampo più sociologico di tipo postmodernista, che sottolineano come l’individuo sia caratterizzato da pluralismo in ogni ambito della vita. Il carattere molteplice dell’identità dunque caratterizza le teorie più recenti: è un processo sostanzialmente costruito, in continuo flusso e in continuo movimento (Remotti 1996)

 (Keupp 2008)  parla di Patchwork, descrivendo l’identità come:

Identität verstehen wir als das individuelle Rahmenkonzept einer Person, innerhalb dessen sie ihre Erfahrungen interpretiert und das ihr als Basis für alltägliche Identitätsarbeit dient. In dieser Identitätsarbeit versucht das Subjekt, situativ stimmige Passungen zwischen inneren und äußeren Erfahrungen zu schaffen und unterschiedliche
Teilidentitäten zu verknüpfen. Auf dem Hintergrund von Pluralisierungs-, Individualisierungs- und Entstandardisierungsprozessen ist das Inventar kopierbarer Identitätsmuster ausgezehrt (Keupp et.al. 2008: 60).

In prospettiva linguistica è nata la necessità di creare i due termini (Thim-Mabrey 2003):

  • Sprachidentität
  • Identität durch Sprache

Il linguaggio costituisce pertanto un mezzo di identificazione dell’individuo, considerato come parlante, nel quale possono interagire più lingue contemporaneamente.

4. Primi risultati

4.1. Identità multiple

  • Nonostante il carattere individuale dell’intervista biografica, è stato possibile stabilire un denominatore comune nei dati emersi dalle vicende dei giovani italiani a Monaco di Baviera.
  • Superamento di un’appartenenza legata a un unico confine geografico.
  • Il parlante cerca di descrivere il suo senso di identità usando sì categorie di appartenenza etnica, passando da una dimensione locale a una nazionale; non si sente però legato in maniera esclusiva a una sola di esse e rifiuta una classificazione uniforme.
  • Risalendo alla sua biografia emergono reti sociali eterogenee e composte da un ambiente molteplice. 

4.2. Non solo italiani, ma anche internazionali

  • L’identificazione con il gruppo degli «internazionali» rappresenta un’ulteriore novità. I nuovi italiani a Monaco non si definiscono semplicemente come stranieri, bensì come internazionali.
  • Tuttavia, il concetto è praticamente lo stesso e rimanda a un rapporto di alterità con la gente del luogo. Come sottolinea (L{\"u}di 2011), l’alterità e la non inclusione degli internazionali non figurano molto diverse da quelle dei migranti del xx secolo, dovute a mancanza di opportunità concrete o di volontà di avvicinarsi e costruire relazioni e amicizie con gli autoctoni
  • Continua a esistere un rapporto di inclusione-esclusione verso la gente del posto
  • nuova connotazione, positiva, data anche da un’autorappresentazione favorevole del parlante. Nel momento in cui egli rappresenta sé stesso, egli si raffigura ulteriormente come parte di una comunità internazionale di élite, il cui codice è una lingua con uno status elevato, ossia l’inglese
  • Forma di identificazione con una comunità sovranazionale in cui si utilizza una lingua diversa dalla L1
  • Rapporto „ambiguo“ di vicinanza e distanza verso il Paese di origine e verso i connazionali presenti sul territorio di Monaco

4.3. L’importanza del mezzo linguistico

  • Una semplice analisi dei contenuti non è sempre sufficiente a determinare gli spazi comunicativi del parlante e i processi della sua costruzione identitaria
  • Il mezzo linguistico ha un ruolo importante – per esempio nelle strategie del discorso utilizzate – per determinare queste costruzioni
  • L’identità sussiste dunque come prodotto di queste interazioni
  • Importanza delle strategie linguistiche e socio-pragmatiche utilizzate dal parlante nel momento in cui si descrive e si colloca

5. Domande aperte/spunti di ricerca

  • Problematica 1: Importanza di raccogliere materiale narrativo-biografico in questo momento storico, in forma sia scritta sia orale
  • Possibilità di una cooperazione con enti locali (Stadtarchiv), creazione di progetti, memorizzazione e archiviazione di dati sulla base di corpus già esistenti (Nachhaltigkeit) per consentire l’uso del materiale in tempo futuro. Inoltre si ritiene importante una cooperazione tra le diverse discipline, per cui cui ad esempio una ricerca storiografica possa essere accompagnata da un’analisi di tipo linguistico. È importante fare ricerca su un fenomeno contemporaneo per evitare quello che è successo con gli studi sulla prima generazione arrivata a metà del XX secolo: Di fatto esistono pochissimi studi sul loro repertorio linguistico di origine (si rimanda a (D'Agostino 2012): 18), ma soprattutto testimonianze rilevate successivamente!

 

  • Problematica 2: Come si può accedere al parlato spontaneo di queste persone? Una limitazione dei classici metodi utilizzati nelle indagini sociolinguistiche (interviste, questionari, in parte anche osservazioni partecipative) è che i probandi possano utilizzare in questo contesto un registro linguistico diverso da quello utilizzato nelle loro interazioni quotidiane.
  • Una possibile soluzione (che sia autorizzata attraverso una dichiarazione al consenso dell’utilizzo dei dati) è quella di utilizzare le interazioni sui nuovi i nuovi media. Il progetto „Sprachkontaktphänomene am Beispiel italienisch-deutscher Chats/Chat plurilingue tra scrittura e oralità“ (a cura di Teresa Barberio e Sara Ingrosso, sostenuto dalla Professoressa Claudia Maria Riehl e dal Professor Thomas Krefeld) analizza chats di Whatsapp e Facebook Messenger tra newcomers italiani a Monaco di Baviera, osservando le loro concrete interazioni e i fenomeni di contatto linguistico che avvengono nelle comunicazioni.

 

Nota. La seguente presentazione si basa su una rielaborazione del seguente contributo:

Ingrosso, S. (eingereicht): Nuove mobilità e plurilinguismo: il caso di Monaco di Baviera.

 

(2008): Elitenmigration und Mehrsprachigkeit. Duisburg [u.a.]: Red. OBST.
Barbari\'c, Philipp (2015): Che storia che gavemo qua. Stuttgart: Steiner.
Bucholtz, Mary & Hall, Kira (2005): Identity and interaction: A sociocultural linguistic approach, Discourse Studies 7, 585-614.
D'Agostino, Mari (2012): Sociolinguistica dell'Italia contemporanea. Bologna: Il mulino.
FRANCESCHINI, RITA (2002): Sprachbiographien: Erzählungen über Mehrsprachigkeit und deren Erkenntnisinteresse für die Spracherwerbsforschung und die Neurobiologie der Mehrsprachigkeit, VALS-ASLA (Vereinigung für angewandte Linguistik in der Schweiz) 76, 19-33.
Ingrosso, Sara (2017): Italian Newcomers to Germany and Cultural Identity, AEMI-Journal 15, 40-50.
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Riehl, Claudia Maria (2014): Mehrsprachigkeit: Eine Einführung. Darmstadt: WBG (Wissenschaftliche Buchgesellschaft).
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Tirabassi, Maddalena & Del Pra', Alvise (2014): La meglio Italia. Le mobilit\`a italiane nel XXI secolo. Turin: Accademia University Press.
Veith, Werner H. (2005): Soziolinguistik: Ein Arbeitsbuch mit 104 Abbildungen, Kontrollfragen und Antworten. Tübingen: Narr.
Massariello Merzagora, Giovanna (2006): Le forme dell'io: La referenza al s\'e nelle storie di vita di immigrati. Milano: Mimesis.
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